Categoria: 2019 settembre ottobre

  • PAG. 8 – Dire, Fahr, baciare (la maglia azzurra) – La centrale piombinese ha vinto la medaglia di bronzo agli Europei di pallavolo femminile

    PAG. 8 – Dire, Fahr, baciare (la maglia azzurra) – La centrale piombinese ha vinto la medaglia di bronzo agli Europei di pallavolo femminile

    Campionessa mondiale Under 18 ed Europea tra le Under 19, ad appena 18 anni Sarah Fahr non smette di colle- zionare successi e medaglie con indosso la maglia della nazionale. Stavolta però, si tratta della selezione azzurra maggio- re, reduce dal terzo posto ottenuto ai Campionati Europei che si sono svolti in quattro Paesi differenti (l’Italia ha gioca- to i preliminari in Polonia) e hanno con- sumato le Final Four decisive ad Anka- ra, in Turchia.

    Archiviata la parziale amarezza per il ko patito in semifinale contro la ‘bestia nera’ Serbia (1-3, non ce l’hanno fatta le ragazze del Commissario Tecnico Davi- de Mazzanti a vendicarsi della sconfitta nella finale mondiale del 2018 in Giap- pone dove Sarah era già presente sep- pur ovviamente in panchina), l’Italia ha chiuso in bellezza salendo sul gradino più basso del podio proprio superando la stessa Polonia per 3-0 nella finalina di consolazione.

    Dopo aver trascorso in panchina i primi impegni del raggruppamento, per la Fahr si sono accessi i riflettori del cam- po proprio in coincidenza con i match ‘dentro o fuori’ ad eliminazione diret- ta: subentrata in corsa, sempre in rota- zione con la titolare Folie, la talentuosa centrale che da quest’anno giocherà nel- la massima serie nazionale tra le fila del Bisonte Firenze, si è fatta valere, soprat- tutto a muro, mettendo sempre a terra qualche pallone.

    Adesso, il mirino della ragazza figlia di genitori tedeschi che si sono innamo- rati di Piombino e della Costa Etrusca, è puntato naturalmente sulle Olimpiadi di Tokyo 2020.

    «Questo Europeo è stato abbastan- za diverso dai Mondiali dell’anno passato – ha commentato dalla pagine della cronaca locale de Il Tirreno – Stavolta mi sono sentita di far parte davvero del- la squadra. Sono migliorata nell’ultimo anno e ho avuto qualche opportunità in più. Sinceramente non pensavo all’inizio della manifestazione che sarei entrata in campo. E invece è successo, fra l’altro nel- le gare da dentro o fuori. Ogni volta ero emozionatissima. La prima, addirittura, non capivo neppure da dove dovessi en- trare e nemmeno riuscivo a togliermi la felpa. È vero, sono ancora molto giovane ma ho cercato di restare sempre tranquil- la e devo dire che la squadra mi ha aiuta- ta, trasmettendomi tanta fiducia. L’anno scorso non era così, come normale che fos- se, stavolta però vedevo direttamente ne- gli occhi delle mie compagne la stima e sa- pevo di poter dare una mano.

    Dopo i successi iridati e continentali con le selezioni giovanili, è arrivata la medaglia da semi-protagonista anche con le azzurre maggiori

    La stagione con il Club Italia è sta- ta importante. Ho imparato un sacco di cose. D’altra parte eravamo la squadra più giovane del campionato e questo è ser- vito per migliorare. Alla fine dell’anno ho ricevuto molte ri- chieste da società di A1 e ho scelto Firenze per una nuova esperienza».

  • Panariello torna in versione record agli Italiani, l’Italia della scherma vince ai Mondiali coreano anche grazie alla preparazione nella nostra città

    Panariello torna in versione record agli Italiani, l’Italia della scherma vince ai Mondiali coreano anche grazie alla preparazione nella nostra città

    TIRO CON L’ ARCO

    Matteo Panariello torna alla gran- de, in versione recordman. All’edizio- ne numero 32 del Campionato Italiano Paralimpico all’aperto, che si è dispu- tato a Firenze sul campo della Compa- gnia degli Arcieri, il già campione eu- ropeo è riuscito nell’impresa di con- fermare il titolo nazionale di categoria Viusually Impaired 1 (quello Assolu- to è sfuggito solo in finale) ma soprat- tutto è tornato il numero uno al mon- do per quanto riguarda la miglior pre- stazione sulla ‘distanza’ delle 72 frec- ce scagliate.

    Nel ranking round, Panariello, pun- to di forza della nazionale azzurra an- che agli ultimi Campionati del Mon- do, alfiere degli Arcieri Livornesi ‘Dino Sani’, si è ripreso quel trono dal qua- le, proprio in occasione della kermesse iridata dello scorso giugno in Olanda, l’aveva scalzato il belga Ruben Vanhol- lebeke. La soglia dei 428 punti è sta- ta però ulteriormente migliorata dallo stesso Panariello, capace di metterne a referto addirittura 452.

    È mancata solo la ciliegina sulla tor- ta, visto che il ‘Guglielmo Tell’ non ve- dente di casa nostra non è riuscito per un pelo a concedere il bis: proprio quella Barbara Contini degli Arcieri San Bernardo giunta seconda il gior- no prima nella competizione riserva- ta alla classe, è riuscita a superarlo per 6-4 nella finale degli Assoluti.

    SCHERMA

    Con l’avvio del ritiro pre-Mondiale era iniziata ufficialmente l’ultima fase della preparazione della nazionale azzurra in vista dei Campionati del Mon- do di scherma paralimpica, che sono andati in scena Cheongju, in Corea del Sud, dal 17 al 23 settembre.

    roli, anch’esso al seguito della naziona- le azzurra in Corea del Sud: nello staff del CT del fioretto, il pisano Simone Vanni, c’è stato infatti anche il porta- colori dell’ Accademia della Scherma, aviere scelto dell’ Aereonautica Milita- re nonché fiorettista che vanta presen- ze in nazionale con la partecipazione a Campionati Europei e Campionati del Mondo.

  • Montano infinito: 40 anni e ancora una medaglia

    Montano infinito: 40 anni e ancora una medaglia

    Stavolta lo sciabolatore, già Campione Olimpico, è salito sul terzo gradino del podio ai Mondiali di Budapest nella gara a squadre

    Ennesima medaglia, stavolta di bronzo mondiale, per la bacheca di Aldo Montano.
    Lo sciabolatore livornese, assieme ai compagni di nazionale Luca Curatoli (fresco di terzo posto anche nell’ indi- viduale), Luigi Samele, Enrico Berrè, si è riscattato dopo la delusione nel singolo: ai Campionati iridati di Bu- dapest, l’Italia è salita sul terzo gra- dino del podio, frenata in semifinale soltanto dai padroni di casa dell’ Un- gheria (38-45, con i beniamini locali trascinati dal tifo del Syma Sport cen- ter). Gli azzurri, approdati sino a quel pun- to dopo aver battuto nell’ordine 45- 14 la Repubblica Ceca, 45-32 l’Ucrai- na e ai quarti di finale anche la Ge- orgia (45-33) nella finale per il terzo posto, si sono meritati la medaglia: superati per 45-38 i rivali della Ger- mania, peraltro reduci dal trionfo a li- vello europeo. L’ennesimo alloro che fa ben spera- re l’ex campione ai Giochi olimpici di Atene 2004, sempre in ottica cinque cerchi: il sogno resta quello di chiude- re in bellezza con l’avventura di Tok- yo 2020 il prossimo anno. “Tokyo? Speriamo di si, io ci sono. C’è ancora un anno, ma questo po- dio è importante in chiave qualificazio- ne. Abbiamo fatto terzo posto agli europei, terzo posto adesso ai mondiali, insomma siamo in linea con i punteg- gi. Tokyo è più vicina, ci sono ancora gare da fare, niente è scontato ma sia- mo contenti”.

    “Tokyo è più vicina, ci sono ancora gare da fare, niente è scontato ma siamo contenti” è l’ultimo sogno olimpico del livornese

  • Livorno, tra medaglie e qualche preoccupazione- Pag 5 sett 2019

    Livorno, tra medaglie e qualche preoccupazione- Pag 5 sett 2019

    Vittorie agonistiche, solidarietà sociale ma anche percentuale ancora troppo alta di ragazzi inattivi

    Cinquecentocinquantotto medaglie tra olimpiadi e campionati mon- diali ed europei a livello assoluto sono il bottino di questo finale di stagione, con l’ultima medaglia portata in dote da Sarah Fahr nella pallavolo agli eu- ropei. Ma molte sono state le soddi- sfazioni anche nei più giovani che fan- no ben sperare per un 2020, anno del- le Olimpiadi dove l’obiettivo deve es- sere quello di aumentare la partecipa- zione di atleti livornesi che a Rio nel 2016 è stato di nove atleti e quattro tecnici risultando la prima città italia- na nel rapporto tra abitanti ed atleti partecipanti.

    “Il 14 % dei bambini delle scuole primarie non svolgono alcuna attività sportiva, un dato assai preoccupante”

    Ma è stata anche una stagione che ha dimostrato come lo sport può rap- presentare un grande veicolo di socia- lizzazione ed integrazione. Abbiamo alfieri come Mauro Martelli e Marco Lombardi, ma molti altri, che non per- dono occasione per divulgare il verbo dello sport in tutte le più svariate occa- sioni. Abbiamo la conferma che oggi lo sport rappresenta veramente un vei- colo determinante per aiutare i meno fortunati ad integrarsi.

    Progetti finanziati dalla Fondazione Livorno vedono come aspetto prima- rio lo sport, attività fondamentale per lo sviluppo e l’aggregazione: i centri estivi “Tutti insieme per un goal” con i coinvolgimento dei giovani studenti delle scuole superiori, tutor dei ragaz- zi, che sta rappresentando veramente un fiore all’occhiello della nostra cit- tà, un progetto fortemente voluto dal- la professoressa Cecilia Semplici op- pure “La sfida più bella” quel progetto voluto dal nostro Coni con il sostegno della Fondazione Livorno che permette, ai giovani in difficoltà segnalati dal- le varie associazioni del territorio e dai servizi sociali, di svolgere attività nel- le società sportive. Perché tutti deb- bono avere la possibilità di praticare un’attività sportiva soprattutto per in- tegrarsi per crescere socialmente.

    Il Coni crede in tutto ciò, ogni anno, questo sarà il diciottesimo, svolgere- mo il Gioco Sport, quella attività mo- toria e sportiva dov’è il bambino è al centro del progetto, dove il bambino può conoscere le varie discipline spor- tive e scegliere quella che preferisce. Perché tutti diamo per scontato che a Livorno, la città più medagliata, lo sport scorra nelle vene ma i dati in no- stro possesso dimostrano che ben il 14 % dei bambini delle scuole prima- rie non svolgono alcuna attività sporti- va, un dato assai preoccupante soprattutto per una fascia di bambini dai sei agli undici anni, un dato su cui riflet- tere per il bene dei nostri ragazzi che prima di tutto debbono formarsi e suc- cessivamente diventare grandi e pos- sibilmente atleti. Dobbiamo cercare di lavorare in funzione loro, pensando esclusivamente all’interesse primario di formarli attraverso lo sport a quei

    valori, a quel rispetto, a quei principi che lo sport può insegnare loro con il divertimento, la gioiosità, il sorriso e senza l’apprensione di un risultato tec nico.

    Lo sport deve essere una colonna nella formazione dei nostri giovani, spetta a noi adulti diffonderlo nelle ri- cerca di una integrazione e socializza- zione. Lo sport è una scuola di vita, succes- si e sconfitte, dolori e gioie saranno ciò che i ragazzi dovranno imparare a ge- stire perché tali saranno anche nella vita quotidiana.

    “Lo sport deve essere una colonna nella formazione dei nostri giovani, spetta a noi adulti diffonderlo”

    Il bottino livornese nella storia ha raggiunto quota 558 medaglie tra olimpiadi e campionati mondiali ed europei a livello assoluto

    Giovanni Giannone Delegato Provinciale CONI

  • Allegri e De Raffaele, due eccellenze labroniche tricolori- Pag. 4 sett 2019

    Allegri e De Raffaele, due eccellenze labroniche tricolori- Pag. 4 sett 2019

    Il neo Sindaco Salvetti ha ricevuto e premiato in Comune gli allenatori vincitori dello scudetto nei massimi campionati di calcio e basket

    Prima è toccato a Walter De Raffa- ele, poi è stata la volta di Massi- miliano Allegri. Le due massime cari- che in fatto di panchine nei due tornei nazionali principali e più seguite, en- trambi reduci da un trionfo a tinte tri- colori rispettivamente alla guida della Reyer Venezia e della Juventus.
    Giusta e doverosa la scelta del nuovo Primo Cittadino Luca Salvetti di orga- nizzare, nel corso dell’estate, un mo- mento d’incontro con stampa e sporti- vi cittadini per tributare loro il dove- roso ringraziamento da parte degli ap- passionati della città dei Quattro Mori. Ad entrambe le cerimonie di premia- zione, ospitate presso la Sala delle Ce- rimonie del Comune di Livorno, è stato presente anche il Delegato Provinciale del Coni Gianni Giannone.

    “Il sindaco a Walter De Raffaele, Al- lenatore con la A maiuscola, livornese doc, con la passione per i canestri. Mo- tivatore di uomini e profondo conoscito-e delle regole non scritte del basket. Li- vorno rende omaggio al coach labronico per le sue eccezionali doti tecniche”. Così recitava la pergamena consegna- ta al coach che ha conquistato il secon- do titolo nazionale in tre stagioni. “In tanti sanno quanto io ci tenessi ad esse- re qui. È la prima volta infatti che vengo invitato qui in Comune nonostante i due scudetti vinti – ha raccontato De Raffa- ele – È una cosa a cui, da livornese, tene- vo molto perché il senso di appartenen- za è profondo. Alla fine puoi stare ovunque ma Livorno è casa tua. E non è un caso che oggi, in questa sala, ci sia tutta la famiglia. Voglio ringraziare, non tan- to perché mi interessino i riconoscimen ti, o la fama ma perché credo che den- tro di me ci sia sempre forte il desiderio e l’orgoglio di portare avanti il nome di Li- vorno. E vi garantisco che in giro questa cosa è molto riconosciuta perché tutti mi dicono: ma quanti livornesi siete? Io spe- ro che queste vittorie possano essere una spinta per questa città. L’unico rammarico è che spesso sia mo profeti non in patria. Il mio deside- rio personale, fra X anni magari, sareb- be quello magari di poter rendere a Li- vorno quello che ho avuto da Livorno a livello sportivo. Questo riconoscimento mi rende particolarmente orgoglio- so perché quando vado in giro Livorno è sempre prima di tutto”. Allegri, cinque scudetti vinti con i bianconeri che diventano sei si consi- dera anche quello conquistato quando sedeva sulla panchina del Milan, è en- trato ormai nell’olimpo contempora- neo dei top trainer continentali.

    ‘Acciuga’ ha ricevuto dalle mani del Sindaco, nonchè amico di vecchia data, un gagliardetto del Livorno calcio ed un libro sulla storia della squa- dra amaranto. “Per me è un onore e ringrazio Luca per questo riconoscimento – ha dichiarato il mister, originario del quartie- re Coteto -. Questo per me è un momento importante, perché sono livornese e perché sono molto legato alla mia città. Dopo diciotto anni da giocatore e sedici da allenatore – ha proseguito – mi sono preso un po’ di tempo per me, anche per stare nella mia Livorno.

    Per lavoro vivo fuori, ma appena posso torno qua: non resisto al richiamo del mare, che per me è sinonimo di libertà. Qui poi abbiamo una grande tradizione sportiva e dobbiamo continuare a por- tarla avanti: ho visto che ci sono molti impianti nei quali poter lavorare bene”.

    “Questo per me è un momento importante. Dopo diciotto anni da giocatore e sedici da allenatore mi sono preso un po’ di tempo anche per stare nella mia Livorno” è stato il pensiero di Allegri