STORIA DELL´ALMANACCO [OLD]

Permettetemi di ripensare insieme a voi, al mio percorso professionale che si è concentrato tutto sullo sport. Solitamente preferisco pensare al futuro più che al passato, ma per meglio poter guardare avanti e continuare a progettare è importante non dimenticare da dove si viene. Ecco perché ho sentito il bisogno di scrivere e condividere con voi, questo resoconto dell’Almanacco. Mi considero un uomo fortunato, perché ho avuto l’opportunità di abbinare lavoro e passione, un connubio vincente, che mi ha permesso di impiegare tanto entusiasmo in tutto quello che ho fatto. E ne ho fatte di cose! La mia attività non si è limitata solo alla carta stampata, la mia vita, dedicata allo sport, è costellata dall’organizzazione di numerose iniziative che hanno avuto il merito di coinvolgere tantissime persone, di creare coesione, solidarietà, ed oggi posso aggiungere che nel mio raggio d’azione sta entrando anche il web www.lalmanaccodellosportlivorno.it,, infatti, è nato un sito dove poter trovare tutte le edizione della nostra pubblicazione. Ma non anticipiamo le tappe e ricostruiamo la storia dell’Almanacco passo dopo passo a partire proprio dal 1990 quando la prima edizione vide la luce, proseguendo per i successivi 25 anni, che hanno visto la pubblicazione continua, mai interetta, che ovviamente ha avuto una sua evoluzione che ha portato l’Almanacco a migliorare i suoi contenuti ed anche il volume delle sue pagine

Anno 1990-1991 

Nasce il 1° Almanacco del campionato amatori U.I.S.P. di calcio a 11, con foto, risultati, classifiche, formazioni e vincitori, tutto dedicato ad un torneo così seguito e così importante per la nostra città.Ci proponemmo, in quella prima edizione di far diventare la nostra pubblicazione un appuntamento fisso, per gli anni futuri; e così è stato, siamo di parola! Mentre inizio a scrivere questo amarcord noto sul 1° depliant del 1990 che già avevo dato vita al mitico Torneo “Città di Livorno” ed al “Baby Mundial”. Anche questi eventi saranno inseriti nel sito per far ricordare ai protagonisti i meravigliosi momenti trascorsi grazie a queste due amate manifestazioni.

Anno 1991-1992

Già nella sua 2a stagione di vita dell’Almanacco la Lega calcio U.I.S.P. elogia il nostro lavoro con un consenso unanime, che proviene proprio dalle società partecipanti.

Anno 1992-1993

Un’edizione che consolida ulteriormente la struttura della pubblicazione e la sua diffusione in città.

Anno 1993-1994

L’obbiettivo è raggiunto, l’Almanacco Amatori va a gonfie vele ed è entrato nelle abitudini sportive della nostra città. Del campionato amatori, infatti, se ne parla sul posto di lavoro, nei bar, nei circoli ricreativi, proprio perché riesce a coinvolgere un gran numero di persone.In questo anno dedichiamo la nostra attenzione e alcune pagine anche al 1° Campionato di calcio a 5, una pratica sportiva che stava suscitando notevole e crescente interesse, forse agevolata dalla facilità con cui si potevano formare squadre ridotte nel numero dei suoi componenti e da una preparazione meno impegnativa, dato le dimensioni ridotte del campo, rispetto al rettangolo di gioco tradizionale, che presupponevano un minor impegno fisico. Quindi durante il campionato ’93/’94 abbiamo immortalato anche le novità del 1° calcio a 5, utilizzando, come al solito foto, risultati e classifiche.

Anno 1994-1995

Decisi dare un titolo positivo che guardasse al futuro e nell’introduzione della 5a edizione, infatti, scrissi: “Chissà se arriveremo a stampare le figurine di questo bellissimo ed affascinante campionato…”. Le figurine purtroppo non le abbiamo fatte, ma l’Almanacco ha continuato la sua strada fino al 25esimo compleanno, quindi a conti fatti, devo riconoscere che abbiamo realizzato un “pochino” di più di quello che mi auguravo nell’introduzione. In questo anno si festeggiavano gli 80 anni del Livorno Calcio.Già nell’anno ’94/’95 ebbi modo d’illustrare che Livorno era un habitat dove lo sport si viveva ogni giorno ed era praticato da migliaia di persone, che avevano un importante ruolo, che volli mettere in evidenza per rendere omaggio a tutti coloro che operavano in nome del più sano dilettantismo e compivano sacrifici per dedicare il loro tempo libero alla passione per lo sport. Anche in quell’anno parlammo del calcio a 5 o “ calcetto” con orgoglio, perché siamo stati tra i primi a crederci e i più attenti ricorderanno come riuscii ad organizzare nel 1985 il 1° Torneo ufficiale nella nostra città, che si chiamava “Trofeo Città di Livorno”. Ricordate? Incominciai ad organizzarlo in collaborazione con la Uisp, dedicandolo al calcio a 5 e a 8, precorrendo quella che negli anni successivi sarebbe diventata una moda molto diffusa. La caratteristica di quel Torneo era la partecipazione riservata a chi, sotto varie forme, rappresentava la città, ecco quindi che in campo scendevano le squadre: de Il Tirreno, delle Forze Armate, del Comune, della Capitaneria di Porto, della Marina, della Croce Rossa, dell’Avis, della Svs, ecc. E visto che, come si dice, l’appetito vien mangiando, il mio entusiasmo cresceva di edizione in edizione, fino a portarmi ad entrare nel comitato organizzatore del Trofeo “25 aprile”, durante il quale si incontravano Forze Armate e rappresentati del mondo civile. Mi stavo specializzando nel settore sportivo, che è sempre stato la mia passione di vita, e così sono arrivato anche al Trofeo di Gorgona che vedeva scendere in campo detenuti e agenti di Polizia Penitenziaria, a Vivi Città, Bici Città, avendo sempre il piacere di vedere coinvolte tantissime persone entusiaste.

Anno 1996-1997

L’Almanacco di quell’anno riporta nei vari titoli: “Un grosso impegno grazie all’infaticabile lavoro di Mario Gherardi”. L’Almanacco è anche una sua creatura, senza l’aiuto dell’amico e onnipresente Mario, non saremmo stati in grado di svolgere tutto il cammino che ci ha portato fino ad oggi.

Anno 1997-1998

In quell’anno decidemmo di tirare le orecchie agli organi d’informazione. Troppo spesso il meraviglioso campionato degli amatori era dimenticato dalla stampa e completamente ignorato dalle televisioni locali.Eppure coinvolgeva una “ massa” di migliaia di sportivi che ruotavano intorno a questo mondo di dilettantismo puro, dove gli appassionati svestivano i panni del lavoro e non si tiravano certo indietro quando c’erano da spendere altre energie per onorare al meglio i colori della maglia che indossavano.

Anno 1998-1999

 Le istituzioni comincianoa mostrare interessamento, ed infatti, la pubblicazione accoglie, oltre alle mie solite presentazioni, anche i primi saluti dell’Amministrazione comunale, rappresentata in quell’occasione dall’allora assessore allo sport Vezio Benetti e dal presidente provinciale C.O.N.I. Guido Zuzzolo.Già in questa edizione comincia a comparire il modello di oggi, con l’aggiunta al titolo della scritta “Notizie e cronache sportive di ieri e di oggi” coniata dal genio del grande Mario Gherardi. Quell’anno l’Almanacco non parlerà solo di calcio e dei campionati amatoriali organizzati dalla Lega calcio U.I.S.P. Provinciale. Decidiamo che la nostra pubblicazione non vuole essere solo un bilancio di un anno di attività, ma vuole anche rendere omaggio a giocatori, tecnici, dirigenti, arbitri e collaboratori delle squadre partecipanti. Sicuramente nasce da qui il modello di oggi che dedica attenzione alle notizie, alla cronaca sportiva e ai personaggi del passato. Lo spunto è venuto da una lodevole iniziativa del Comune di Livorno, in merito alla proposta del C.O.N.I. Provinciale e dallaAssociazione Nazionale Atleti Azzurri d’Italia sezione di Livorno, d’intitolare tutti gli impianti di proprietà comunale ad illustri personaggi dello sport, che si sono distinti per senso morale, in campo nazionale ed internazionale. E fu così che iniziò una nuova era per l’Almanacco, che volle dedicare diverse pagine ad alcuni campioni livornesi di tutti i tempi e di tutti gli sport.

Anno 1999-2000

In questa edizione l’Almanacco supera i confini dei campionati amatoriali U.I.S.P. e grazie ad un sapiente lavoro ideato, proposto e messo in atto da un grande Mario Gherardi sfocia in altri sport: ciclismo, basket, pallavolo, pattinaggio,windsurf, canottaggio e alle già citate “Bicincittà”, “Vivicittà”, tutto sotto la perfetta macchina organizzativa della Lega Sport U.I.S.P.. Questo sarà pure l’anno della comparsa dei nuovi campionati di calcio a 8.

Anno 2000-2001

Festeggiamo i primi 10 anni di pubblicazioni, consapevoli di aver fatto molti progressi e orgogliosi di poter fornire, ai numerosi appassionati, uno strumento essenziale per meglio conoscere e seguire questi tornei, che non sempre sono seguiti nella giusta dimensione dalla stampa locale.Si è trattato di un grosso sacrificio da parte nostra, oltretutto l’Almanacco è sempre stato  distribuito in omaggio, tuttavia è un sacrificio al quale ci siamo sottoposti volentieri perché oltre alla soddisfazione di poter dire “c’ero anch’io” possiamo anche affermare di aver compreso da vicino gli sforzi, l’abnegazione e gli impegni dei giocatori, degli allenatori e di tutti gli addetti ai lavori, che hanno portato avanti nel migliore dei modi i vari tornei. Questo è anche l’anno in cui iniziò il rapporto, che ci unirà sino ai giorni nostri, con l’Associazione Atleti Azzurri d’Italia, che vide al tempo le dimissioni dell’ormai mitico presidentissimo Oreste Grossi, e la nomina del nuovo presidente Rodolfo Graziani e del nuovo consiglio direttivo con i quali inizierà fin da subito una stretta ed efficace collaborazione, dimostrata dal fatto che in questa edizione sono inserite le storie e le imprese dei campioni livornesi di tutte le discipline, facendo così un “passo di qualità” che dagli amatori ci portò a contatto con i campioni del mondo.

Anno 2002-2003

 L’Almanacco titola per la prima volta: “Livorno fra le più grandi dello sport mondiale”. Sarà forse un caso, ma proprio questa edizione avrà per me un significato particolare. Uno dei primi, se non addirittura il 1° lettore dell’Almanacco era mio padre, lo attendeva con ansia e da semplice lettore lo sfogliava con particolare cura e attenzione perché vi trovava sempre notizie interessanti e talvolta sconosciute. Era sempre lui che mi dava, da amante dello sport, qualche consiglio, mi faceva notare a chi era meglio dare più spazio, quale notizia o personaggio evidenziare maggiormente rispetto ad altri fatti e atleti. Purtroppo quell’anno morì, ma da allora la prima copia dell’Almanacco è sempre per lui, e di anno in anno la conservo gelosamente nella sua biblioteca, insieme alle altre, proprio come avrebbe fatto lui, sapendo di farlo felice, come io sono felice per aver avuto un padre come lui. Il caso vuole che il conio “Livorno fra le più grandi dello sport mondiale” sia dedicato a Mario Scotto. In questa edizione ci soffermammo maggiormente sugli Azzurri d’Italia ovvero su tutti o quasi, gli esponenti labronici che avevano indossato con onore la maglia azzurra. Grazie  alla preziosa collaborazione di Rodolfo Graziani presidente della locale sezione Azzurri d’Italia viene stampata una rivista di buon spessore giornalistico, ben curata graficamente con oltre 250 pagine, ricca di foto, che potrà essere conservata nelle biblioteche di ogni cittadino che ha a cuore le sorti agonistiche della nostra amata città, che fortunatamente, in questo settore, non conosce crisi né periodi di abulia generale. Livorno, lo ricordiamo, è tra le città più medagliate al mondo nell’ultimo secolo di sport,  e ha primeggiato in tutti i settori e specialità, dalla scherma al canottaggio, dal calcio alla pallacanestro dal nuoto al pattinaggio, dal tennis alla vela e così via, perché il livornese, carattere puro, ribelle e ciarlatano, sa impegnarsi e sacrificarsi quando c’è datenere alto il pennone della città: l’Almanacco è un po’ l’espressione del carattere della nostra gente.

Anno 2003-2004

 È l’anno della ufficialità istituzionale: Provincia, Comune, C.ON.I. e Atleti Azzurri d’Italia esaltano l’esistenza e la radicalità raggiunta dall’Almanacco nella nostra città. Sono presenti le medaglie vinte dai nostri grandi atleti livornesi a livello olimpico, mondiale, europeo ecc… che ci fanno entrare nell’élite dello sport. Ed è nel 2003/2004 che Mario Gherardi, per primo, lancia il messaggio per un futuro “Museo dello Sport Livornese”. Spero di non deludere nessuno, ma fu proprio Mario a pronunciare queste parole, in occasione dell’inaugurazione del nuovo Palasport a Porta a Terra, quando in collaborazione con l’Associazione Atleti Azzurri d’Italia venne realizzata una mostra antologica dello sport “Azzurro” livornese, con il preciso scopo di offrire alla cittadinanza ed agli sportivi un’ampia panoramica dei successi e delle imprese compiute dai nostri atleti dalle olimpiadi di Parigi del 1900 fino a quell’anno. Infatti, con la presentazione di un documentato, ed in certi casi inedito, dossier fotografico e con l’esposizione di preziosi cimeli, si volle ripercorrere la storia degli atleti livornesi che, nelle varie discipline, avevano dato lustro e fama alla nostra città. Un numeroso pubblico visitò i vari stand, sostando interessati e a volte commossi, davanti alle suggestive immagini e alla preziosa oggettistica esposta, esprimendo giudizi, scambiando opinioni e ricordando aneddoti su gare e personaggi, in un generale coinvolgimento, che fece rivivere almeno per un giorno, le gesta dei nostri mai troppo celebrati campioni.Il ringraziamento per questo successo “mordi e fuggi” va ai dirigenti delle varie federazioni che, con entusiasmo e capacità, hanno curato l’allestimento dei propri stand col supporto di un esperto supervisore come Mario Gherardi, che mise a disposizione competenza e materiali per l’ottima riuscita di quella iniziativa: “Il 1° Museo dello Sportitinerante della storia  della nostra città”.

Roberto Scotto e Mario Gherardi

Anno 2004-2005 

L’Almanacco stacca la spina dai campionati minori degli amatori, anche per il fatto che il calcio a 11 subisce grosse difficoltà e viene soffocata dal sorgere dei campionati di calcio a 5 e 8. Decidemmo così di cambiare definitivamente orientamento e dedicarci allo sport con la “S” maiuscola, ed è così che si sviluppa l’Almanacco come lo vediamo oggi.Mi sento di affermare che l’Almanacco dello Sport è un fiore all’occhiello per Livorno, nessuna altra città ha una pubblicazione così ampia e professionale, che presenta lo sport locale con i suoi risvolti mondiali. Credo che possa essere considerato un valido contributo alla diffusione dello sport fra i giovani, che vogliono conoscere la realtà del loro territorio e magari vedere che possibilità di scelta hanno in questo campo. Ma penso anche che la nostra pubblicazione possa essere uno strumento di divulgazione che va oltre la realtà locale e che mostri a tutto il paese la grandezza dei livornesi nello sport, che non tutti ancora conoscono. Le pagine della nostra rivista crescono senza sosta e ormai siamo costretti a mettere un  limite, anche per problemi strettamente tecnici che ne impedirebbero la rilegatura, e poi, forse, diventerebbe anche difficoltoso portarsi in giro una pubblicazione così voluminosa. Per questo nel 2009 è nato “l’Almanacco News” il trimestrale, o come noi lo chiamiamo affettuosamente “ l’Almanacchino”, sì “ INO” perché è formato da circa 60/80 pagine, che sono tante per una rivista, ma naturalmente appaiono limitate se paragonate alle oltre 400 dell’Almanacco annuale. Anche il trimestrale “Almanacco News” ci sta dando tante soddisfazioni, ed anche in questo caso il problema è quello di contenere le pagine; tutto questo ci fa capire come lo sport livornese sia in ottima salute. Gli atleti non mancano e neanche le medaglie, ma soprattutto sono orgoglioso del fatto, che la città ci segue con entusiasmo, ormai avere un articolo sulle nostre pubblicazioni è considerato positivamente e molti vi ambiscono. Ciò va a dimostrazione del fatto che in questi anni abbiamo lavorato bene e con serietà, e  non può esserci dal mio punto di vista, una soddisfazione maggiore. Nell’anno 2011 abbiamo dedicato l’Almanacco a Gino Calderini ricordandolo con le lacrime agli occhi. Non lo dimenticheremo, non sarebbe possibile cancellarlo dalla nostra mente e dal nostro cuore. Gino non ci ha mai fatto mancare il proprio appoggio e il suo sostegno, in questi anni lo abbiamo sempre sentito al nostro fianco, sapevamo che lui c’era e una sola telefonata ci avrebbe indirizzato verso la strada giusta da seguire. Un’altra importante tappa della città, che abbiamo accompagnato con le nostre pagine è stata la celebrazione nel 2012 del raggiungimento delle oltre 500 medaglie vinte dagli atleti livornesi nel corso degli anni: un traguardo veramente importante. Voglio concludere parlandovi di un mio grande sogno, che ho il piacere di condividere con gli Azzurri d’Italia, che grazie all’impegno del presidente Rodolfo Graziani, in questi anni hanno realizzato tante importanti iniziative, come la piazza dedicata agli Azzurri, il film sui campioni labronici che sta facendo il giro del mondo. Adesso tutto l’impegno è rivolto alla realizzazione di un Museo dello Sport. Ecco! Questo sarebbe il coronamento della mia carriera: assistere alla sua inaugurazione, sapendo che l’Almanacco ne farà sempre parte, con un posto fra le colonne portanti dello sport livornese. Dunque le mie future fatiche saranno tutte rivolto ad appoggiare quanti lavoreranno alla realizzazione di questo magnifico sogno. È doveroso terminare dicendo che senza la mia “squadra” non andrei da nessuna parte, il buon rapporto, la stima personale e professionale che ci lega ci porta a realizzare ciò di cui parliamo. Un grazie grande come un Almanacco a Antonella De Vito, Mario Orsini, Gianni Picchi, Isabella Scotto e Michela Demi. noltre i miei saluti a: C.O.N.I., FEDERAZIONI, ASSOCIAZIONI SPORTIVE, ATLETI, DIRIGENTI E TECNICI, AZZURRI, VETERANI, COMUNE, PROVINCIA, ACCADEMIA NAVALE, FORZE DELL’ORDINE ED A TUTTI I NOSTRI LETTORI.

                                                          Roberto Scotto